Metti un weekend al…Balon e Gran Balon di Torino

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Fin da bambino ho provato attrazione per oggetti che raccontano altre epoche, che profumano di soffitta impolverata, di baule chiuso da chissà quanto. Di vintage, insomma.

Il tempo è passato, e anche io sono entrato a far parte del “modernariato”, ma il bambino curioso che è in me continua ad amare i libri dai bordi smangiucchiati dal tempo, i vecchi giocattoli, i cimeli di guerra, i manifesti pubblicitari d’annata.

L’unica differenza è che ora ho anche qualche soldo per comprare e mettere in bella mostra queste giargiatule nella nuova casa di Vivo Torino, in borgo Campidoglio. Che se non sei di Torino e non conosci la lingua locale, la giargiatula te la immagini come un rettile ormai estinto, e invece è solo un modo torinese di dire “oggetto di scarsa utilità”. Ninnoli di quelli che trovi di solito o a casa della nonna o nei mercati delle pulci.

Tutto sto popò di premessa per introdurre il tema del post: il Balon e il Gran Balon di Torino.

Da dove si inizia a raccontarli, il Balon e il Gran Balon (perché c’è anche un Gran Balon, poi ci arriviamo)?

Ho provato più volte e mi sono perso, nelle parole come tra le bancarelle.

Meglio mettere dei punti fermi. Sette punti dai quali partire per raccontare ed esplorare una delle cose più belle che potrai vedere, e rivedere, a Torino.

Benvenuto al Balon e al Gran Balon di Torino.  

Ok, quindi cos’è il Balon?

Non sei stato molto attento prima, eh? Male. Il Balon è il principale mercato delle pulci di Torino, dell’antiquariato di valore e della chincaglieria. Un intrico di negozi e bancarelle, oggetti di ogni epoca e tipo, venditori scafati e acquirenti curiosi che si accalcano nelle stradine del borgo Dora di Torino, dal primo mattino fino al tardo pomeriggio.

Borgo Dora? È qui che si svolgono il Balon e il Gran Balon?

Sì, ho appena finito di scriverlo. Borgo Dora è un quartierino fatto di viuzze acciottolate, un tempo corsi d’acqua per le piccole officine della zona. Si srotola accanto al mercato di Porta Palazzo, ed è delimitato dal mercato stesso, da Corso Giulio Cesare, dall’Arsenale della Pace e il Cortile del Maglio (entrambi meritevoli di una visita).

Non fosse considerato tra i quartieri più malfamati di Torino, ci sarebbe da prenderci casa al volo. Anzi, scommetto 10 euro che sarà la prossima “vittima” della gentrificazione.

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Che cosa si trova al Balon?

Tutto quello che può immaginare la tua fantasia. Tutto quello che può scatenare la tua nostalgia. Action figure di John Lennon e servizi di piatti della bisnonna. Abiti anni ‘50 e improbabili mobili intarsiati. Grammofoni e artigianato a chilometro zero. Fumetti introvabili e maglie tarocche della Juve e del Toro.

I maligni dicono che qui è anche facile trovare la bicicletta che ti hanno appena rubato. Ma visto che ancora non mi hanno rubato la bici, non posso confermare né smentire. 

Come ci si arriva al Balon o al Gran Balon?

Anche se un vero torinese raramente si separa dalla sua quattro ruote meglio non in macchina, almeno non il sabato. In metropolitana neanche, non ci sono fermate vicine. Meglio coi mezzi pubblici, in tram (ad esempio con il 4 da Porta Nuova o il 16) o in autobus, o in bicicletta se la giornata è soleggiata, o perfino a piedi.

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Perché si chiama proprio Balon? C’entrano i palloni?

Sì e no. L’origine del nome Balon è incerta. Sembra derivare da una seicentesca “osteria del pallone”, una specie di bar sport ante litteram, dal quale ha poi preso nome l’intero borgo (burgum ad pillonos), tradotto dai francesi in Faubourg de Balon. Et voilà, le Balon. Da pronunciare Balun e scrivere con l’ umlaut ö.      

Quindi c’è un Balon anche la domenica? Quando si svolge il Gran Balon?

Aspetta, non tutte le domeniche. La seconda domenica di ogni mese, da qualche decennio a questa parte, il Balon si trasforma in Gran Balon. Un mercato con meno “pulci” e più qualità, incentrato soprattutto su antiquariato e modernariato.

Decisamente uno dei miei modi preferiti di trascorrere una domenica a Torino.   

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Dove posso mangiare dopo il Balon e Gran Balon?

Il Balon e il Gran Balon sono belli da guardare, toccare, annusare e ascoltare. Ma anche il palato può uscirne soddisfatto. La prima scelta è la Trattoria Valenza, una piola piemontese dall’atmosfera retrò, cucina saporita, oste fintamente burbero e conto assai onesto.   

Altro locale che ti consiglio, sempre in zona Balon, è il SaporDiVino, soprattutto per la raclette e la bourguignonne, ideali nelle fredde giornate invernali. E per concludere, tre novità più o meno recenti:

  • Gallina, che da pescheria è evoluta in ristorante di pesce di gran qualità
  • Skassapanza, storica hambugeria di borgo Filadelfia che ha aperto una versione XXL sotto i portici di Porta Palazzo
  • Il Mercato Centrale di Torino, dove non si fa solo la spesa ma si può mangiare tra decine di stand dedicati a ogni pietanza.

Quando Giuseppe Culicchia scrisse anni fa la splendida guida semiseria “Torino è casa mia”, immaginò il Balon come il suo ripostiglio. Perché ci puoi trovare di tutto: l’indispensabile e il futile, i ricordi e ciò che avresti voluto dimenticare, ma che torna sempre a galla.

A te la scelta su cosa prendere e cosa lasciare. Ma il Balon e Gran Balon di Torino valgono bene una visita anche senza portare nulla a casa, se non qualche bella emozione. 

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