Sette cose da non fare se vuoi comprare casa a Torino (o nel resto d’Italia)

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No, non mi sono scocciato di Vivo Torino, anche se il mio ultimo post risale ormai a un mese fa. È solo che in questi mesi sono e sarò parecchio preso da una nuova impresa: cambiare casa, la quarta in cinque anni dopo la breve parentesi di Pozzo Strada, gli anni in Crocetta e il mio attuale periodo nella San Salvario da bere. Stavolta sarà una scelta semi-definitiva. Sì insomma, abbiamo comprato casa a Torino. Il che farà presto di me un torinese di residenza, per quanto sardo to the bone.

Comprare casa a Torino non è stato semplice. Ma proprio per niente. E sì che lo sapevo che a Torino non si scherza un cazzo, e le compravendite immobiliari non fanno eccezione, soprattutto se incappi in sfighe in serie, personaggi loschi, errori di inesperienza (d’altronde quante case compi in una vita intera se non ti chiami Donald o Silvio?) e disallineamenti cosmici così cupi che per sei mesi Paolo Fox ha scritto il mio oroscopo con una mano sui maroni. Azzeccandoci, come sempre.

Comunque: la buona notizia è che ce l’abbiamo fatta. Volendo esser zen (come disse Mandela, non perdo mai: a volte vinco, altre imparo), in omaggio abbiamo anche ricevuto un intensive training su come NON comprare casa a Torino. Una lezione in sette pillole che voglio condividere con te, così che, se mai un giorno dovessi acquistare un immobile a Torino (ma anche a Cagliari, Roma, New York o Alpha Centauri) possa partire col piede giusto.

Già, perché il primo errore è quello da non commettere mai. Ma proprio mai mai mai.

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Errore numero 1: non fare una visura ipocatastale dell’immobile

Una visura ipocatastale costa pochi euro (circa 20 / 30 online) e poco tempo (nel giro di un paio di ore ti arriva all’email) ma ha un valore enorme quando stai valutando di acquistare una casa, a Torino o altrove. Perché solo così saprai se l’immobile è “pulito” o ipotecato. E passi per le ipoteche volontarie (quelle che iscrive la banca a garanzia del mutuo), ma se leggi “ipoteca giudiziale”… scappa.

Forse ti starai chiedendo: ma questi controlli non li fa già l’agenzia immobiliare? Leggi sotto…

Errore numero 2: dar retta alle agenzie immobiliari

Incredibile ma vero, le agenzie immobiliari non sono tenute a fare controlli, salvo casi straordinari o espressa richiesta di chi acquista (a pagamento, ça va sans dire). Quindi a cosa serve spendere soldi in un’agenzia immobiliare, se le loro responsabilità sono prossime allo zero e i loro doveri professionali pure?

Dai tu la risposta. Io non voglio una querela.

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Errore numero 3: sottovalutare la figura del Notaio

Scriviamolo maiuscolo, Notaio. È stato il Notaio (Notaia, nel nostro caso) la vera e forse unica figura positiva della vicenda. Immagina i soldi che spenderai per un (buon) Notaio come un airbag. Magari non ti servirà mai, ma se ti distrai e sbatti contro un muro ti può salvare. Quindi grazie Notai, che vegliate su di noi, e scusate per tutte le volte che ho detto che siete utili quanto un centro di disintossicazione in un campo di canapa.

Errore numero 4: pensare che le banche online convengano sempre

Cioè, non è che non convengano. I tassi sono competitivi, e spesso non si pagano spese di perizia, istruttoria, assicurazioni. Ma se acquistando casa ti troverai per qualsiasi motivo nei guai, dovrai discuterne con un operatore telefonico dal potere decisionale pari al mio quando cerco di far scendere dal tavolo il gatto. Nullo. Se l’acquisto si preannuncia complicato, valuta una classica banca fisica.

Errore numero 5: non chiedere il deposito prezzo

Già, che stupido a non averci pensato prima! Ma che diamine è il deposito prezzo? È una novità legislativa che permette al notaio di trattenere le cifre che vengono versate dall’acquirente, come caparra e/o saldo, finché il contratto d’acquisto non è firmato e trascritto, quindi dopo aver fatto tutte le verifiche necessarie. Solo allora sblocca i soldi e sono tutti felici e contenti. Soprattutto tu, che non rischi di prendertelo tra le chiappe se qualcosa va storto.

Errore numero 6: non far trascrivere il compromesso, se non ti fidi del venditore

Se stai acquistando una casa “problematica” o sei paranoico, far trascrivere un compromesso d’acquisto dal Notaio può evitarti qualche notte insonne. Il compromesso ha così effetto retroattivo verso eventuali altri creditori del venditore. Dovessero arrivare ipoteche o pignoramenti successivi alla trascrizione del rogito, il tuo contratto avrebbe comunque la precedenza. Ti avviso: costa, e non poco.

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Errore numero 7: non considerare la differenza tra superficie calpestabile e commerciale

Leggi un annuncio immobiliare: vendesi casa a Torino, 65 metri quadri. Ehi, grande il giusto per una coppia! Si ma…metri quadri di cosa? Nel dubbio chiedi: la superficie commerciale include anche parti della casa (cantine, balconi) che possono interessare, ma fino a un certo punto. È un po come quando ordini un Big Mac e scopri che l’unica cosa Big è la scatola che lo contiene.

E poi, di potenziali errori da non fare quando deciderai di comprare casa a Torino – se mai lo farai – ce ne potrebbero essere tanti altri: non farsi i conti con attenzione, non considerare tasse e spese condominiali, non valutare l’affitto come alternativa, non accettare caramelle dagli sconosciuti, non correre con le forbici in mano. Almeno questi li abbiamo scansati però.

So già cosa stai pensando: “sì, ok, grazie di tutte le info ma… alla fine dove diamine hai comprato casa a Torino? In quale quartiere? E perché?”

Non essere impaziente. Il mio prossimo post parlerà per l’appunto del quartiere scelto da Vivo Torino per la propria umile dimora. Un quartiere piccolo come un borgo, vivace come un borgo, con un nome poco sabaudo e molto romano. Il quartiere che ci ha subito fatto sentire a casa.

Hai già capito qual è? Scrivilo in un commento! Non l’hai capito? Ti do un indizio: inizia con la lettera C.

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