Trovare la Sardegna a Torino. Almeno a tavola!

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Scrivere questo post, scrostando dalle pareti del cervello il deprimente effetto le-vacanze-son-finite-e-un-anno-se-ne-va è stato tosto. Forse anche perché il rientro in Sardegna è stato più breve del solito, pochi giorni buoni appena per ripartire con ancora più voglia di Sardegna.

Il mio cervello ci ha ruminato su in sottofondo anche quando, assieme ad Alice, abbiamo macinato migliaia di km in auto (ma anche parecchie decine a piedi) tra Parigi, Bretagna e Normandia. C’è un modo per avere un po’ di Sardegna anche a Torino?

Il mare in valigia non ci sta. E neppure la spiaggia, che tra l’altro rubare la sabbia è un reato. Col sole non ho un bel rapporto, data la mia carnagione da crucco. Mi sarei portato via la Sella del Diavolo, ma poi i kapo gli assistenti di volo Ryanair mi avrebbero fatto storie per la dimensione del bagaglio a mano.

Sella del Diavolo, Poetto, Ichnusa fredda e Murakami. Il modo migliore per congedarsi da Cagliari

Ho scelto quindi l’opzione golosa. Ovvero trovare i prodotti tipici sardi a Torino, i sapori a cui sono più legato. Il gusto per vincere la nostalgia post vacanziera, evitando nel contempo di riempire la valigia di salumi, formaggi, pasta e olio manco fossi un contrabbandiere.

E comunque sì, l’ho riempita lo stesso. Ma prima o poi smetto, giuro.

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Cominciamo dalle cose facili: bere una birra sarda a Torino

Se di solito si beve per dimenticare, io ho scelto di bere per ricordare. Bere birra, naturalmente, visto che ogni abitante della Sardegna beve quasi 62 litri di birra l’anno e io non posso far mica scendere la media.

Trovare l’Ichnusa a Torino è facile, la vendono in qualsiasi supermercato della città, e spesso anche nei bar e pub. Ma dall’alto del mio corso di degustazione di birre per principianti mi lancio suggerendo l’artigianale Duenna del birrificio Barley. La puoi trovare nella storica macelleria SaBistecca, nel quartiere Santa Rita, un posto perfetto per trovare anche molti altri prodotti tipici sardi a Torino.

Segnati questo indirizzo, perché ci torniamo per un altro cavallo di battaglia sardo. Anzi, più che cavallo, maiale.

E abbinare alla birra un buon formaggio sardo

Bere a stomaco vuoto non è una buona idea, quindi meglio stuzzicare qualcosa.

Che so, una crema di pecorino adagiata su una sfoglia di pane carasau. O qualche scaglia di fiore sardo DOP, magari in combinazione con rucola e albese.

Fortunatamente anche i formaggi sardi, a Torino sono facilmente acquistabili un po’ dappertutto. Io personalmente preferisco prenderli dai miei pusher di fiducia: uno è a Porta Palazzo e l’altro è la Bottega Sarda di Via Cibrario.

Altro indirizzo da cerchiare in rosso, poi ti spiego perché.

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Animali sardi fantastici, e dove trovarli a Torino

Amico vegetariano, tappati le orecchie o passa al paragrafo successivo. Perché qui si parla di sua maestà il maialetto sardo.

Nonostante la fine dell’embargo dovuto alla peste suina, trovare il maialetto sardo a Torino è rimane complicato. Volendolo cucinare da sé, ecco che Sabistecca di cui sopra può tornare utile, almeno per trovare un surrogato cresciuto in Piemonte.

In alternativa è possibile chiedere alla macelleria sarda di Porta Palazzo, che tra l’altro ha diversi tagli interessanti del cugino hipster del maiale, il cinghiale.

Decisamente più semplice con l’agnello – anche se la cordula rimane introvabile – e con la carne di cavallo o di asino da fare alla griglia, rigorosamente condita con un battuto di aglio e prezzemolo e un filo d’olio. Per queste ultime, proprio accanto al macellaio sardo di Porta Palazzo c’è la macelleria equina Biolatto di cui ho parlato anche qui. Semplicemente sublime.

Una spesa di prodotti tipici sardi a Torino

Ci sono tanti altri beni di prima necessità, dai culurgiones di patate e menta alle seadas, dal pane carasau artigianale alla bottarga di muggine. Dove procurarseli?

La già menzionata Bottega Sarda ha praticamente tutti gli ingredienti necessari per organizzare una cena a tema, vino e mirto inclusi, e sono sempre pronti a consigliare per il meglio facendo anche un po di “cultura” dei cibi e dei loro luoghi di origine.

In realtà formaggi, culurgiones, mirto, papassine e carasau sono spesso reperibili anche nei grandi ipermercati come Carrefour, Auchan o Coop. La qualità, però, inevitabilmente è quella che può offrire un prodotto della grande distribuzione. Bene ma non benissimo.

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E se invece di cucinare volessi mangiare in un ristorante sardo a Torino?

Ti direi, hai ragione! D’altronde chi è che dopo le vacanze ha voglia di sbattersi a cucinare e soprattutto lavare i piatti?

Però, visto che mi sono come sempre dilungato fin troppo, facciamo che dei ristoranti sardi a Torino ne parlerò in un prossimo post, ok?

Intanto che lo scrivo dimmi un po: questa guida ti ha aiutato a trovare qualche prodotto tipico sardi a Torino? O hai preferito farteli recapitare direttamente da qualche parente / amico in terra sarda!

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