Sette piatti tipici piemontesi che imparerai ad amare. O ad odiare senza appello

Un altro Salone del Gusto è andato, e già mi manca. Niente folle oceaniche come nel 2016, ma anche meno stand e un po’ più di scazzo tra gli espositori, beccati spesso sui loro smartphone piuttosto che lanciati nel proporre le loro eccellenze. Un peccato.

Gli acquisti e gli assaggi non sono comunque mancati, soprattutto di improbabili e introvabili specialità come il salame di orso (…) della Slovienia, o la renna stagionata  (…) (…) della Lapponia. Roba da far schiattare Babbo Natale di infarto.

Forse complici le tante degustazioni di birra, tra uno stand e l’altro si è fatta strada un’idea per un post. Perché non rimanere in tema, parlando di piatti tipici piemontesi. Non quelli classici, ma quelli strani, apparentemente schifosi, con ingredienti che non pensavi neppure potessero essere davvero ingredienti.

In fondo un percorso di torinesizzazione credibile non può che passare da un test gastronomico, giusto? Allora inizia dai sette piatti tipici piemontesi piemontesi più dis-gustosi.

Ordinati nella mia personale scala di difficoltà di apprezzamento (emoji bleaaah) e la possibilità che, una volta superato un comprensibile ribrezzo, vi piacciano (emoji sbaaav).

Il fritto misto piemontese

Anche le gambe del tavolo sarebbero buone fritte, figurati le frattaglie di bovino, che rappresentano un buon 70% del fritto misto piemontese. La versione tradizionale conta 13 diversi parti, incluse cervella, rognoni e – povera bestia – i testicoli, più una parte dolce data da semolino (una specie di polenta dolce) e amaretti. Vuoi mangiarlo al ristorante? Prenotalo in anticipo, non è sempre disponibile.

  • Disgustometro: 🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤🤤🤤🤤🤤

La testa in cassetta

Non è una specialità solo piemontese, la fanno anche in Sardegna, per dire. Ma qui in Piemonte e in Liguria è particolarmente diffusa e rinomata (quella di Gavi è presidio SlowFood ad esempio). Il nome di questa specialità della cucina piemontese si riferisce alla testina del maiale, che viene unita alla lingua, cuore e muscolo del bovino, tritata e bollita, condita con spezie varie, compattata in un budello e lasciata raffreddare. Il risultato è un salume sugnoso, saporito, impegnativo.

  • Disgustometro: 🤢🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤🤤🤤

Le rane fritte o in risotto

L’amore per le cosce di rana tradisce la cuginanza tra Piemonte e Francia, oltre che un certo comune gusto per l’orrido in cucina. Le cuisses de grenouille sono diffusissime nelle aree più umide del Piemonte, quindi le province di Novara e Vercelli, luoghi di risaie, nebbia e zanzare grosse come cinghiali. Ma con un po’ di pazienza riuscirai a mangiare questo tipico piatto piemontese anche a Torino, fritto o in risotto.

  • Disgustometro: 🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤🤤🤤

La bagna càuda

Forse il piatto piemontese più conosciuto al di fuori dai confini piemontesi, diventato simbolo e zimbello. Non è neppure un piatto, ma una densa salsa a base di aglio, acciughe e olio, riscaldata al lento fuoco del fojot, il fornelletto che serve anche per la fonduta. Sui peperoni arrosto è la morte sua, e anche di chi dovrà parlarti o baciarti, ma è consumata soprattutto come intingolo in cui pucciare verdure varie .

Avvertenza: Non barare. Non chiedere la versione per fighette con panna o latte. Assaggiala in tutta la sua distruttiva bontà.

  • Disgustometro: 🤢🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤🤤

La lingua in bagnetto verde

Vedere una lingua di bue fa abbastanza senso, lunga come un braccio e rasposa, eppure ti assicuro che è molto saporita. Bollita, tagliata a sottili fettine e condita con il bagnetto verde, una salsa a base di acciughe e (tanto) aglio, diventa un piatto che sazia, tiene lontani vampiri e ogni altra forma di vita. È anche ingrediente del bollito misto, altro piatto tipico piemontese che meriterebbe menzione in questo post.

  • Disgustometro: 🤢🤢🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤🤤🤤🤤

La finanziera

È uno di quei piatti tipici piemontesi che o ami alla follia o non daresti neanche al tuo cane. È il destino dei geni incompresi, dei capolavori che dividono la critica, e delle frattaglie più in generale. Una sorta di spezzatino preparato con scarti di pollame come rognoni creste e bargigli (quei cosi che penzolano da sotto il becco dei galli), ritagli di bovino e funghi a ingentilire il tutto. Più facile da assaggiare che da spiegare.

  • Disgustometro: 🤢🤢🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤🤤🤤🤤🤤

Le lumache al prezzemolo

Il mostro finale dei piatti tipici piemontesi più strani per me ha il guscio, le antenne e sbava quando cammina. Come per la testa in cassetta, anche la lumaca non è appannaggio esclusivo della cucina piemontese (in Sardegna is sizzigorrus cun bagna sono un antipasto molto diffuso), ma qui hanno addirittura la “capitale italiana della lumaca”, ovvero Cherasco. Chiamarle escargots non me le farà risultare più raffinate o saporite. Per me è un no, senza appello.

  • Disgustometro: 🤢🤢🤢🤢🤢
  • Apprezzometro: 🤤 (ma è una valutazione molto molto personale)

Il cucchiaio di sfida è lanciato. Hai già assaggiato questi strani piatti tipici della cucina piemontese, magari in una delle migliori piole di Torino? Ti sono piaciuti o non ripeterai più l’esperienza? O magari sei vegano e in questo momento mi stai odiando tantissimo?