Odonomastica di Torino per principianti

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Ti rendi conto di essere diventato parte di un luogo, una città, quando inizi a padroneggiarne la viabilità senza dover ravanare di continuo su Google Maps. Per chi non è di Torino, però, c’è una ulteriore complicazione, data dall’odonomastica non ufficiale (di cui parlai anche qui). 

So già cosa ti stai chiedendo, quindi ecco la risposta dal vocabolario Treccani:

odonomàstica s. f. [comp. di odo- e onomastica (formato sul modello di toponomastica)]. – 1. Il complesso dei nomi delle strade, sia con riferimento concreto a una determinata zona o località, sia con riguardo alla scelta o al modo della loro formazione. 2. Ramo dell’urbanistica (o anche, più raram., della linguistica) che ha per oggetto lo studio di tali nomi.

Esempi pratici di questa differenza: quando un torinese ti dà appuntamento in “corso Galfer”, cosa intende? Se ti suggerisce di far la spesa in “piazza Cerignola”, dove ti sta mandando? E se ti invita per un aperitivo in “piazza Carlina” dove ti presenti?

Vivo Torino ti svela oggi i segreti del Tuttocittà torinese. I luoghi che esistono davvero ma i cui nomi ufficiali non corrispondo a quelli comunemente usati dagli abitanti. A partire dal più celebre!

Piazza Carlina, che però è piazza Carlo Emanuele II

Piazza Carlo Emanuele II è una deliziosa piazzetta nel centro di Torino, a metà strada tra Porta Nuova e la Mole. Ci si viene a fare l’aperitivo o a bere un cocktail dopo cena. Il problema è che nessuno ti dirà mai “ci becchiamo in piazza Carlo Emanuele”, ma ti rimanderanno sempre a “piazza Carlina”. Chi è questa Carlina?

È proprio lui, Carlo Emanuele II; o meglio, è il nomignolo spregiativo con cui era conosciuto tra i sudditi per i modi effeminati. Uno scherzo rimasto appiccicato anche al luogo a lui dedicato, diventato per tutti piazza Carlina.

Piazza della Repubblica, aka Porta Palazzo

Su piazza della Repubblica, un enorme spiazzo che delimita il centro dall’inizio della periferia nord di Torino, sorge uno dei più grandi mercati all’aperto d’Europa, da tutti conosciuto come Porta Palazzo.

La fama di quest’ultimo ha surclassato quello della piazza stessa, rubandogli il nome. Ulteriore curiosità: la porta romana che consentiva l’accesso alla città dal nord in realtà non si chiama Palazzo, ma Palatina.

In sintesi: Porta Palazzo è mercato, piazza e …zona ritenuta dai torinesi tra le più malfamate al calare del giorno.

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Da piazza Foroni a piazza Cerignola, un viaggio lungo 915km

Che Torino sia stata negli scorsi decenni meta di immigrazione dal sud lo sanno anche i sampietrini di piazza San Carlo. In certi casi, come quello di Cerignola, interi paesi si sono trasferiti in massa giù al nord. Nel caso specifico, nei dintorni di piazza Foroni.

Il fu compositore Jacopo Foroni dovrà quindi farsene una ragione: la sua piazza, dove dove ogni giorno si svolge un vivace mercato all’aperto, ora è piazza Cerignola, con tanto di feste, cibi e tradizioni made in sud.

A giudicare dai nuovi flussi migratori è però probabile che la piazza cambierà presto nome. Che so, place Marrakech? Lagos square?

Piazza Vittorio e corso Vittorio. Ma non lo stesso Vittorio

Vittorio è un’abbreviazione ricorrente nell’odonomastica torinese, presente sia in un corso che una piazza. Non si tratta però dello stesso Vittorio, da cui la possibile confusione.

Il lungo corso è dedicato a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, la cui statua dirige il traffico all’incrocio con corso GalFer (ci arriviamo tra poco).

La piazza della movida, su cui affaccia la Gran Madre, è invece intitolata a Vittorio Veneto, il paese in provincia di Treviso teatro della battaglia che di fatto diede all’Italia la vittoria sull’impero austro-ungarico nella Prima Guerra Mondiale.

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Piazza Sofia, dove si piazza l’accento?

Sòfia, con l’accento sulla ò, è la capitale della Bulgaria. Sofìa, con l’accento sulla ì è…non lo so, non conosco nessuno che si chiami così. Forse una regina sabauda? Forse una citazione al libro di Jostein Gaarder?

Per ogni torinese la pronuncia è piazza Sofìa e non piazza Sòfia. Con buona pace della comunità bulgara torinese, e la gioia di tutte le Sofìe della città. 

A Torino si va di fretta: breviario di abbreviazioni

Seppure meno che a Milano, anche a Torino le persone corrono e hanno poco tempo da perdere. Perfino nel pronunciare per intero il nome delle strade o dei quartieri.

Di come viene abbreviato corso e piazza Vittorio ho parlato poco sopra. Degni di menzione sono anche:

  • corso Massimo: intitolato al politico d’Azeglio, ma sempre “corso Massimo” e mai “corso d’Azeglio”
  • corso Regina: che si riferisce a Margherita nonostante di regine sabaude se ne contino 12.
  • corso GalFer, contrazione di Galileo Ferraris, a cui sono intitolati un liceo (scientifico) e anche un trafficato viale cittadino.
  • SanSa: abbreviazione cool di San Salvario, il quartiere della movida torinese,
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Ultimo ma non ultimo, anche perché non esiste… il rondò della Forca

Torino è città magica e superstiziosa. Lo si nota anche dall'”assenza” di un luogo come il Rondò della Forca. Il rondò (ma quanto è bella e vintage la parola rondò?!) esiste davvero e smista il traffico tra corso Valdocco, corso Regina (Margherita), via Cigna e corso Principe Eugenio (impossibile da abbreviare, c’è anche Principe Oddone).

La curiosità è che, a parte le fermate dei bus che lo attraversano, in nessuno stradario torinese la rotonda è presente con questo nome. Azzardo si tratti di superstizione, dato che qui fino a metà ‘800 si impiccavano i condannati a morte. Ora è famoso solo per i grandi ingorghi che spesso si creano.

Ora che l’odonomastica di Torino non ha più segreti per te, vai e fanne buon uso.

Poi torna qui e condividi con me e il resto dei lettori qualche altra bella abbreviazione o nome “alternativo” dei principali luoghi torinesi.

Photo credits: Pinzino 

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