7 pro e contro di vivere a Torino. Parte 2: finalmente i pro

Nell’elencare pro e contro di Torino, ho scelto di iniziare dai contro. Perché quando mi dicono “ho una buona notizia e una cattiva” scelgo sempre di sentire prima la cattiva e addolcirmi con la buona. E anche per non creare false illusioni, Torino è ciò che è, nei suoi contro e soprattutto nei suoi pro.

Ora che è venuto il loro turno, vediamo di far cadere qualche idea preconcetta sulla città in cui ho scelto (o lei ha scelto me?) di vivere.

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Torino non è poi così cara

Tra le città italiane del nord, Torino è quella che meglio permette di mantenere un tenore di vita decente con stipendi “normali”. A Torino è ancora possibile affittare una casa con meno di 400 euro e comprare un dignitoso bilocale semicentrale con meno di 60.000, mangiare (bene) senza spendere più di 15 euro, bere spritz a meno di 4, fare una spesa di qualità nei mercati rionali senza lasciare in pegno un rene, fare un abbonamento annuale di ingresso a volontà nei musei a 50 euro (incluse mostre temporanee).

Che vuoi di più?

A Torino si prende molto sul serio il cibo

Metti da parte gianduiotti e bagna càuda, almeno per ora.  Torino ha inventato l’aperitivo, il vermouth, il grissino; ha una cultura del vino che sfiora la venerazione (se vuoi un consiglio, vai su Ruche e Arneis) ma anche della birra artigianale. A Torino i bovini sono simbolo della città, squadra di calcio e piatto forte, crudo o cotto, da gustare nelle piole da meno di 15 euro a coperto. E questo è solo l’antipasto. Poi ci sarebbe anche il Salone del Gusto e Eataly. Comunque a Torino si mangia bene e si beve bene, vai sereno.

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Torino è grande ma vivibile

Nonostante il milione scarso di abitanti, Torino non dà mai l’impressione di megalopoli dispersiva e caotica. Quasi nessun grattacielo (a parte “i frigoriferi”di Intesa San Paolo e Regione), quartieri che somigliano a borghi, dal centro storico a Vanchiglia e San Donato, persone che si fanno i cazzi propri, non disturbano ma sono pronti a dare una mano se serve. E le bottegucce sotto casa ci sono ancora. Costano un’ira di dio, ma ci sono.

Torino è culturalmente vivace

Da quando si è insediata, la giunta Appendino sta facendo di tutto per appiattire l’offerta culturale locale, ma nessun politicante improvvisa toglierà a Torino la propria vena originale, artistica,  innovativa. Il Salone del Libro è azzoppato da chi ha voluto mangiarci sopra per anni, ma vivo. E anche dovesse sparire, ci saranno i “Portici di carta” e i circoli letterari – culturali, le gallerie d’arte, pubbliche e private, gli atelier, i laboratori artistici, i club musicali che partoriscono i Subsonica o Africa Unite di turno, i poeti come Guido Catalano e gli scrittori come Culicchia. Per contro, il tasso di hipsteria è sopra la media. Se non sei allergico a barbe da boscaiolo e risvoltini andrà benissimo.

Torino non è (ancora) turistica

Le Olimpiadi del 2006 hanno cambiato il vento, aumentando il numero di turisti a Torino e zone limitrofe. Eppure non si ha mai quella sgradevole impressione, come a Firenze o Venezia, che i turisti abbiano fagocitato gli indigeni. I ristoranti-trappola-per-turisti son rari, e tranne che durante gli eventi non devi sgomitare per farti largo tra orde di occhi a mandorla con reflex a tracolla.

A Torino è impossibile perdersi

Fondata col nome di Augusta Taurinorum da Augusto, figlio di Giulio Cesare, Torino ha una pianta a scacchiera, quindi a prova di deficiente. Se ti perdi, fai il giro dell’isolato e sei esattamente dov’eri quando sei partito. Come punti di riferimento puoi prendere la collina, che è a Est, o i due grattacieli-frigorifero di cui sopra, a ovest e sud. Una bella comodità se ti ci sei appena trasferito e devi prenderci la mano.

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Torino è magica

Torino è oggetto di decine di leggende, è città vertice del doppio triangolo magia biancamagia nera, è punto di partenza per la ricerca del Santo Graal. Ai miei occhi la vera magia di Torino è però nella luce del sole, pallida ed eterea, durante le fredde giornate invernali.Negli scorci delle vie deserte all’alba dei weekend.Nella pace che regna sulle rive dei suoi fiumi. Nell’illuminazione fioca  dei vicoletti del centro storico. Torino è una città bohémienne, fatta per essere scritta, dipinta, raccontata e vissuta in lungo e in largo.

Con questo ho finito, 7 pro e 7 contro di Torino sono stati analizzati e spiegati. Ora tocca a te. Qual è il pro che più ti ha convinto? Quale quello che mi sono scordato? (E credimi, ce ne sono ancora parecchi).

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P.S.: la prossima lezione sarà sul dove cercare casa. E soprattutto, sul dove NON cercare casa a Torino. Stay tuned!

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