La settimana dell’arte contemporanea a Torino vista da una capra ignorante

Doverosa premessa. Io, di arte contemporanea, non ne capisco un cazzo. E probabilmente, almeno finché mi ostinerò a non cogliere il senso artistico di una tela tagliata o di feci dentro un barattolo, continuerò a non capirci un cazzo.

Ecco, forse è meglio iniziare a studiare.

Ammettendo il mio limite, e risoluto nel cercare di porvi rimedio, da quando vivo qui ho sempre cercato di approfittare degli eventi della settimana dell’arte contemporanea a Torino per capire, e magari perfino imparare ad apprezzare.

Perché se non lo sai, la prima settimana di novembre in città è un fiorire di mostre, fiere, contro-manifestazioni ed esposizioni di gallerie d’arte. A cominciare dalla ormai celebre a livello internazionale Artissima, fino alle meno pompate ma altrettanto valide The Others e Paratissima.

L’edizione 2017 si è conclusa proprio ieri, ed è stata un’altra bella full immersion nell’ambiente dell’arte contemporanea torinese e non, diviso tra poeti che senza parole riescono a racchiudere un’emozione in un oggetto inanimato, e paraculi che cercano di spacciare per arte contemporanea le rimanenze della propria cantina.

Senza dimenticare il pubblico, ovviamente. È bello dirlo, ad Artissima, Paratissima e The Others ci sono sempre un mucchio di visitatori. Veri intenditori e semplici curiosi, giovani e meno giovani, abbienti e derelitti. Sono loro l’aspetto più bello di Artissima e delle altre mostre di arte contemporanea a Torino. Le loro reazioni, le loro smorfie o i loro sorrisi davanti alle opere sono spesso le vere, inconsapevoli, installazioni artistiche.

Ciò detto, ecco qualche dettaglio extra sui tre principali eventi della settimana dell’arte contemporanea a Torino. In ordine di (presunta) importanza.

Artissima, la più importante fiera di arte contemporanea d’Italia è a Torino

Copiaincollando dal loro sito, Artissima è la principale fiera d’arte contemporanea in Italia. Una fiera di altissimo livello, con oltre 200 gallerie nazionali e internazionali, rigorosi e affermati curatori, una clientela costituta per lo più da fondazioni, musei e mecenati nel cui barattolo degli spicci c’è l’equivalente del mio conto in banca.

L’atmosfera che si respira ad Artissima, che si tiene negli spazi dell’Oval al Lingotto, mi ricorda un po’ quando andavo alla Rinascente con mia madre, e lei si prodigava in raccomandazioni sul non toccare nulla, che se avessi rotto qualcosa lei l’avrebbe dovuto pagare. Si ammira, in posa enigmatica, possibilmente con giacca di velluto e occhiale a montatura spessa per lui, abito vintage e cappotto da deportata o mantella per lei, ponderando se quel vaso da 8500 euro starebbe bene sopra il tavolino LACK preso all’angolo delle occasioni di Ikea.

L’opera migliore vista nel weekend (per lui). Almeno finché l’opera non è andata al bagno, rovinando un po’ l’atmosfera.

 

The Others, una fiera di arte contemporanea per Under 40

In sintesi, la versione indie di Artissima. The Others è una fiera di arte contemporanea ma è anche una mostra, con artisti e gallerie emergenti e opere più vicine al mio gusto. Molto disegno, molta fotografia, qualche pezzo volutamente esagerato e provocatorio. Ho perfino pensato di portarmi a casa una o due cose. Pagandole, s’intende.

Notevoli anche le locations scelte per le ultime edizioni. Fino a 2 anni fa le anguste celle del vecchio carcere di Torino (che in realtà si chiama Le Nuove). Lo scorso anno e questo, invece, The Others si è trasferita nel vecchio ospedale Maria Adelaide, dove prima ci si andava a farsi ingessare. Ambiente asettico, macchinari d’epoca in esposizione, opere d’arte create espressamente per dialogare con l’ambiente circostante. Gli ospedali mi mettono un gran senso di inquietudine, ma anche questa è un’emozione, no?

Altri motivi per scegliere The Others: l’esposizione rimane aperta fino all’1 del mattino, quindi idea valida anche per un insolito dopocena, e l’aria è meno seriosa che ad Artissima.

L’opera migliore vista nel weekend (per lei)

Paratissima, l’evento off nel quale tutto è arte.

Paratissima è la zona franca dell’arte contemporanea a Torino. Nata come evento off di Artissima, è un’esposizione con meno barriere d’ingresso e più spazio al libero estro degli artisti. A volte anche perfino troppo spazio.

Capita così che ci sia quello che porta un Fassino nudo coi testicoli a forma di Marò (quest’anno), chi intitola la propria opera Sbudello Kitty (due anni fa) chi riempie un pavimento di biscotti (l’anno scorso).

Che poi, dove te lo metti un pavimento di biscotti? E se per errore la domestica te lo aspira via o il gatto te ne mangia un pezzo?

A parte questi eccessi d’arte, che fanno colore e fanno parlare di sé e della manifestazione, il livello artistico è forse inferiore a quello di Artissima e The Others, ma vale comunque la pena visitare, girovagare, commentare. Quest’anno Paratissima si è trasferita dagli spazi di Torino Esposizioni a quelli della caserma La Marmora, in Via Asti. Una location poco azzeccata, a mio modo di vedere, che ha dato alla manifestazione un’aria a metà tra la mostra di lavoretti scolastici e un mercatino di Natale claustrofobico.

In compenso, se proprio Paratissma non ti piace, all’esterno sono sempre presenti i chioschetti di street food. Che l’arte contemporanea a Torino si gusta meglio a stomaco pieno.

È quindi ora di esprimere l’artista che è in te. Come? Naturalmente lasciando un originale commento al post dedicato Artissima, Paratissima,The Others e agli altri eventi della settimana dell’arte contemporanea di Torino. Osa,  ma niente feci dentro barattoli o commenti scritti su pavimenti di crackers, intesi?

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